Home staging: sai di cosa si tratta?

Home staging. Di cosa si tratta e perché è così importante quando si vende casa.

Recenti studi condotti sul mercato immobiliare evidenziano che il 68% delle case che adottano una strategia di home staging hanno il 90% di probabilità in più di essere vendute rispetto alle abitazioni non-home-staged. Se ti stai chiedendo come mai, ma soprattutto… ’che cos’è questo home staging?’, continua a leggere per saperne di più: potresti trovare degli spunti interessanti nelle prossime righe!

La casa come un palcoscenico

L’espressione, mutuata dall’Inglese, abbina le parole home (= casa) e stage (= palcoscenico) e può quindi tradursi come: “allestimento”, “esposizione” o anche “messa in scena di una casa”. In pratica, sfruttando le competenze di varie discipline – architettura di interni e marketing, in primis –, l’home-stager cerca di valorizzare il più possibile la dimora messa in vendita o in affitto. Per far apparire salotti, cucine e stanze da letto come palcoscenici pronti ad accogliere le vite dei loro futuri abitanti/attori!

Un po’ arredo di interni, un po’ marketing

Pur presentando molti punti di contatto con le attività di interior design, l’home-staging si distingue da queste ultime per il fatto di essere posto in essere per conto di soggetti differenti da coloro che dovranno utilizzare l’immobile stesso di lì in avanti. Le opere di restauro, ristrutturazione e ammodernamento condotte tipicamente da architetti e ingegneri, sono infatti volte a rendere le abitazioni maggiormente funzionali ed esteticamente piacevoli in relazione al gusto e alle esigenze dei padroni di casa – cioè di coloro che le abitano e intendono continuare a farlo, presumibilmente, per un tempo indeterminato. Al contrario, l’home-staging vede come committente l’aspirante venditore/locatore di una casa che sta per lasciare o che non ha mai abitato, oppure chi ne fa le veci (l’agenzia immobiliare, per esempio); e ha come destinatario il gusto del pubblico dei potenziali acquirenti o conduttori. Tale attività, inoltre, non include di solito interventi “importanti” come opere murarie e demolitive, limitandosi a lavori di ritinteggiatura, pulizia, arredo e organizzazione degli spazi: una sorta di cosmesi degli ambienti, insomma.

Puntando dritto al target

Abbiamo già detto che l’home stager racchiude in sé, oltre alle competenze di interior designer, anche quelle di un buon marketer. E in effetti, l’home-staging potrebbe proprio essere visto come il momento finale, o forse come la “ciliegina sulla torta”, di una strategia di marketing immobiliare ben studiata. Il risultato dell’allestimento dell’home stager non è infatti strettamente vincolato ai desiderata del committente/venditore, ma piuttosto deve essere capace di suscitare emozioni positive agli occhi (e a tutti gli altri sensi) di quanti arriveranno a visitare quell’immobile fisicamente o virtualmente, o ne guarderanno le foto. Dovrà stimolare l’immaginazione, evocare ricordi, far disegnare progetti di vita. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario innanzitutto creare delle buyer personas – ovvero tracciare l’identikit dell’acquirente (o locatario) tipo di quello specifico immobile – attraverso lo studio delle caratteristiche anagrafiche, familiari e sociologiche degli utenti che si sono già mostrati interessati verso la casa in questione o di coloro che, statisticamente, acquistano immobili ad essa simili per metratura, ubicazione e prezzo. Esattamente quello che fanno gli esperti di marketing per decidere come promuovere prodotti e servizi.

Moodboard e Homebook per un progetto… visionario

Una volta individuata la platea dei potenziali clienti – il pubblico di riferimento dell’home staging – e analizzati punti di forza e possibili criticità dell’appartamento da trattare, entrano quindi in gioco: la moodboard e l’homebook. Strumenti indispensabili della fase creativa, si tratta rispettivamente di una tavola e di un libro, attraverso cui avviene una prima concretizzazione del progetto di valorizzazione della casa.

In particolare, la Moodboard rappresenta una sorta di visione delle atmosfere che assumerà l’abitazione una volta terminata l’opera di home-staging. Questa contiene, infatti, campioni di colori, stoffe e altri elementi utili a riprodurre le sensazioni – anche olfattive, da evocare attraverso la sapiente collocazione di diffusori per ambienti – che si desidera trasmettere ai visitatori a lavoro ultimato.

L’Homebook è invece un documento un po’ più dettagliato: un libro che tiene nota dello stato iniziale degli ambienti e quello che avranno al termine dell’home- staging. In esso sono contenuti i singoli interventi di valorizzazione effettuati, con l’indicazione di: arredi acquistati e dismessi, aziende partner, costi e tempi di esecuzione.

Per iniziare

Tutti gli step passati in rassegna finora rappresentano il pane quotidiano dell’home stager, la figura professionale alla quale ti consigliamo di rivolgerti se hai in programma di vendere o affittare casa. Ti suggeriamo di evitare il fai-da-te in questo campo – a meno che, ovviamente, tu non possieda le competenze necessarie.

In ogni caso, ecco di seguito alcune dritte generali e qualche trucchetto trendy di home-staging, che potrai seguire tu stesso per preparare il tuo appartamento al successivo lavoro degli esperti.

  • Pulizia. Superfici e mobilio ben puliti sono il primo passo per conferire l’immagine di una casa accogliente e curata.
  • Decluttering. Connesso al punto precedente c’è il disingombro del massimo spazio possibile. Un appartamento affollato di oggetti è tutto tranne che valorizzato. Importante è anche ridurre al minimo gli effetti personali dei padroni di casa, come le foto di famiglia.
  • Luce. Eliminare tendaggi pesanti o troppo opachi e tutti gli elementi che ostacolino il passaggio della luce naturale.
  • Colore. Prediligere, in genere, le tonalità neutre e gli accostamenti cromatici dolci. Tuttavia, potrebbe essere una buona idea cercare di inserire qualche tocco di blu medio – tinta dell’anno, ma praticamente immortale –, specialmente nelle camere da letto, nello studio e nel salotto.
  • Green. Un po’ di verde non può mancare! Non inteso come colore della pittura e della tappezzeria, ma nel senso di verde naturale. La presenza di piante nei punti focali della casa (senza esagerare) aumenta il comfort visivo e la sensazione di relax; e in estate contribuisce a rinfrescare gli ambienti.

Tutto in novanta secondi!

Se è vero che chi compra casa lo decide entro 90 secondi da quando vi entra, si capisce allora quanto sia vitale per una casa “in cerca di padrone” essere valorizzata al massimo con un buon lavoro di home staging!