Legge di bilancio 2020: cosa cambia con IMU e TASI?

Manovra di Bilancio 2020: cos’è la nuova IMU e come funziona

Cosa si deve conoscere sull’accorpamento delle due tassazioni e l’abolizione della TASI

La Legge di Bilancio 2020 ha disposto che l’IMU (Imposta Unica Comunale) e la TASI (Tassa sui servizi indivisibili) vengano unificate. Con questa norma si intende semplificare le tasse sulla casa sulla quale, prima dell’approvazione di queste misure, esistevano due tributi che avevano regole praticamente simili. Questo ha comportato l’abolizione dei tributi sui costi indivisibili dei comuni e l’avvio di una nuova IMU. I cambiamenti, dovuti a queste modifiche, non sono numerosi in quanto è stato mantenuto molto dell’impianto originale della normativa. Vediamo cosa è cambiato rispetto alle esenzioni e alle scadenze e quali sono le conseguenze dell’accorpamento dei due tributi.

IMU 2020: cosa cambia per i Comuni

Per i Comuni sono previsti dei cambiamenti abbastanza rilevanti perché possono approvare le aliquote IMU fino al 30 giugno oppure deliberare aliquote diverse. Le nuove aliquote base per l’IMU 2020 sono dell’0,86 per mille ma i Comuni possono aumentarle, fino all’1,14 per mille, diminuirle o addirittura azzerarle. L’aumento, però, può essere fatto solo se l’amministrazione comunale lo aveva deciso e applicato l’anno prima sia sull’IMU che sulla TASI.

Tassa unica sulla casa: ecco chi paga

L’imposta non viene pagata da chi detiene un immobile che è adibito ad abitazione principale ed ha, in questo, la sua residenza anagrafica. Questa agevolazione però viene meno se la casa appartiene alle seguenti categorie catastali:

  •  A/1 (abitazione di tipo signorile);
  • A/8 (abitazione in ville);
  • A/9 (castelli e palazzi di pregio artistico o storico).

Oltre ai proprietari delle case di lusso deve pagare l’IMU chi possiede altri immobili, come:

  • seconde case;
  • uffici di categoria A/10;
  • negozi del gruppo C/1;
  • magazzini e locali C/2;
  • laboratori C/3;
  • stabilimenti balneari C/5;
  • garage e rimesse C/7
  • fabbricati rurali;
  • aree fabbricabili.​

Una novità riguarda i titolari di pensione all’estero che sono iscritti all’AIRE: dal 1° gennaio di quest’anno viene meno l’esonero. L’agevolazione ha avuto luogo dal 2015 al 2019 ma è stata abolita in seguito ad una contestazione dell’UE che ha ravvisato una discriminazione nei confronti di stranieri, proprietari di casa in italia, per i quali non è stato previsto il regime agevolato. Sempre in riferimento a chi dovrà pagare l’IMU va ricordato che se, per uno stesso immobile, sono presenti più soggetti passivi ciascuno sarà tenuto ad una obbligazione tributaria basata sulla quota di possesso.

Esenzioni

Come abbiamo detto l’abitazione principale è esentata dal pagamento ma ci sono altri immobili, assimilati alla prima casa, che sono esenti. Questi sono:

  • la casa assegnata al genitore affidatario da un provvedimento del giudice: questa esenzione è riconosciuta per l’abitazione di un solo genitore;
  • l’immobile non locato di chi lavora in Polizia, nelle Forze Armate, nei Vigili del Fuoco oppure svolge una carriera prefettizia: per questi soggetti non è richiesta la condizione di dimora abituale;
  • gli immobili di cooperative a proprietà indivisa in cui abitano i soci o sono destinati a studenti universitari;
  • gli immobili civili destinati ad alloggi sociali.

Agevolazioni

La Legge di Bilancio non ha previsto solo le esenzioni ma anche agevolazioni che possono essere applicate al momento di calcolare la nuova IMU. Infatti dal 2020 si avrà una riduzione del 50% se l’abitazione è data ai figli in comodato d’uso gratuito ma questo è possibile se sussistono alcune condizioni. Infatti il contratto deve essere registrato, il proprietario deve possedere una sola abitazione e deve abitare nel medesimo Comune in cui è ubicata l’abitazione data in comodato. Questa riduzione non è prevista per le abitazioni comprese nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 mentre, invece, è accordata nel caso di immobili inagibili e di fabbricati di interesse storico e artistico.

La base imponibile: nessun cambiamento

Le modifiche apportate dalla Legge di Bilancio non hanno prodotto effetti sulla base imponibile. Quindi il calcolo dell’IMU avviene sempre facendo la rivalutazione della rendita catastale del 5% e applicando poi il coefficiente base che varia a seconda della categoria dell’immobile: questo è compreso tra 160 per la categoria A,  e 55 nel caso della categoria C/1. Entrando nello specifico vediamo qual è il moltiplicatore applicato nei singoli casi:

  • per fabbricati del gruppo catastale A e categorie C/2, C/6 e C/7 è 160;
  • per fabbricati del gruppo catastale B e categoria C/3, C/4 e C/5 è 140;
  • per fabbricati categoria catastale A/10 è 80;
  • per fabbricati del gruppo catastale D (esclusi D/5) è 65;
  • per fabbricati categoria catastale C/1 è 55.

La nuova IMU 2020 permette di risparmiare?

Con l’accorpamento delle due tasse non si pagherà la TASI 2020 ma si pagherà di più come IMU. Facciamo un esempio per vedere chi ci guadagna e chi ci perde. Nel caso della locazione dell’immobile, prima dell’accorpamento il proprietario pagava l’IMU ma la TASI era anche a carico dell’affittuario. Ora sembra che l’unico ad uscire soddisfatto sia proprio l’inquilino poiché il tributo è stato accorpato all’IMU e quindi sarà a carico unicamente del locatore. Non dimentichiamo che l’aliquota è passata dal 7,6 per mille all’8,6% e può arrivare all’11,4 per mille: in alcuni casi, quindi, la nuova IMU può diventare più onerosa del precedente tributo. Di conseguenza, con buona probabilità, alla scadenza del contratto di locazione i proprietari aumenteranno il canone di affitto per non essere eccessivamente penalizzati.

Quando e come si paga la nuova IMU 2020

Le scadenze della nuova IMU rimangono invariate, infatti la prima rata deve essere pagata entro il 16 giugno mentre la seconda rata, cioè il saldo della nuova IMU, entro il 16 dicembre. Chi lo desidera può pagare l’intera imposta, in una sola soluzione, entro il 16 giugno.